L'Istituto di chimica e tecnologia dei polimeri (Ictp) del Cnr con sede a Pozzuoli coordina due importanti progetti di ricerca europei che puntano alle applicazioni di materiali polimerici innovativi e di dimensioni “nano” in settori quali il packaging alimentare, le fibre tessili, le membrane.
L'obiettivo è quello di mettere a fattore comune i più avanzati risultati di ricerca nel settore della nanotecnologia dei polimeri, colmare il gap tra le conoscenze scientifiche e lo stato dell'arte dell'industria e delle imprese del settore e facilitare lo scambio di competenze ed esperienze, così da favorire il trasferimento sul mercato delle tecnologie di maggiore interesse.
Da un lato c'è il progetto europeo Napolynet, avviato nell'ambito del Settimo Programma Quadro Ue, partecipato da quindici istituzioni di ricerca di dieci Paesi europei e finalizzato a incentivare la ricerca interdisciplinare nella caratterizzazione di nanostrutture polimeriche innovative.
"Napolynet ha promosso la creazione di un vero e proprio laboratorio aperto – commenta il coordinatore scientifico Clara Silvestre dell'Ictp-Cnr -, dove sono riunite le migliori e più aggiornate competenze per la caratterizzazione di nanomateriali polimerici: un European Open Laboratory che armonizza il lavoro di ricerca svolto in tutta Europa, mettendosi a disposizione di industrie e Pmi e addestrando in maniera altamente qualificata una nuova generazione di ricercatori e tecnici in un campo di grande potenzialità applicativa".
Il secondo progetto si chiama Cost Fa0904 “Eco-sustainable food packaging based on polymer nanomaterials” ed è invece orientato allo sviluppo di nuovi nanomateriali e nanotecnologie per la protezione, conservazione e distribuzione di alimenti sicuri di elevato livello qualitativo.
Obiettivo comune a entrambe le attività è contribuire alla messa a punto di tecniche sicure per la salute e l'ambiente relative all'utilizzo di nanomateriali polimerici, prima di trasferirle all'ambito produttivo.
I due progetti sono stati al centro di un workshop internazionale dal titolo “Safe nanostructured polymer materials: characterization and new processing technologies”, organizzato il 3 e 4 marzo scorso alla presenza di oltre 150 delegati provenienti da tutti i Paesi partner.
"L’evento è stato pensato per riunire e mettere a confronto tutti gli attori coinvolti in queste due complementari azioni di ricerca - commenta Silvestre -, che hanno riscosso grande interesse anche a livello istituzionale europeo, grazie allo straordinario impatto che promettono di avere sulla vita quotidiana di milioni di persone”.
"Basti pensare – continua Silvestre - all'interesse che ruota intorno alla conservazione degli alimenti, relativamente ai quali è provato che l'inserimento di specifiche nanoparticelle in comuni rivestimenti di materiale polimerico migliora gli standard di qualità e protezione, creando una barriera alla diffusione di gas che impedisce all'ossigeno di permeare le pellicole di rivestimento e alterare il cibo”.
di O.O.