Gli IE sono un ampio ed eterogeneo gruppo di contaminanti emergenti che comprendono contaminanti persistenti (ad es., diossine), pesticidi, sostanze industriali (es., ftalati, bisfenolo A) e sostanze naturali (es., "fitoestrogeni") e sono caratterizzati dalla molteplicità di effetti, dalla diffusa esposizione (anche con problemi di bioaccumulo in molti casi) e dalla potenzialità di rappresentare uno specifico rischio per la riproduzione e per lo sviluppo pre- e postnatale.
Lalla luce delle nuove conoscenze l’attuale Comitato Nazionale Biosicurezza, Biotecnologie e Scienze della Vita ha organizzato un nuovo gruppo di lavoro con l'obiettivo di individuare priorità ed obiettivi per una piattaforma progettuale "ambiente e salute" centrata sulla valutazione e gestione dei rischi da interferenti endocrini (IE), ma applicabile come modello anche ad altri contaminanti emergenti.
Quello che emerge dallo studio portato avanti dal gruppo di lavoro è che ancora l’Italia rimane indietro sia sul piano sia delle risorse sia delle iniziative, rispetto a molti altri paesi -europei e non- sul problema IE nel suo complesso. Per contro, vi è una forte sensibilità nei confronti di specifici argomenti inerenti agli interferenti endocrini, quali pesticidi, diossine e, ultimamente, REACH. Pertanto uno degli scopi progetto che viene proposto è quello di integrare tali argomenti in un’unica cornice che comprenda ricerca ed iniziative di prevenzione.
L'impatto della piattaforma progettuale sul "sistema Italia" (e sul "sistema Europa") riguarderà principalmente, ma non esclusivamente:
1) la regolamentazione delle sostanze chimiche, sia riguardo al programma REACH sia riguardo alla tutela dei lavoratori;
2) la protezione dei consumatori attraverso una più aggiornata regolamentazione delle filiere alimentari e dei prodotti di consumo, nonché, una migliore comunicazione del rischio;
3) La gestione del rischio in situazioni particolarmente vulnerabili che possono andare dalla bonifica dei siti inquinati all’intervento di sanità pubblica su fasce di popolazione specialmente suscettibili o esposte;
4) la tutela della salute delle nuove generazioni -futuro del corpo sociale, ma anche componente più suscettibile- estendendo quindi all'ambito salute il concetto di sviluppo sostenibile.
In sintesi, si vuole ottenere un modello di prevenzione traslazionale, instaurando un circolo virtuoso fra ricerca, innovazione, valutazione ed intervento.