Sono stati assegnati i due riconoscimenti da 15 mila e 10 mila euro, rispettivamente messi a disposizione dal Consorzio INSTM e dall'Università di Firenze, ai progetti vincitori del "Premio Made NEW in Italy 2009 – I materiali innovativi dall'università all'impresa", la business plan competition organizzata da INSTM in collaborazione con l'Università degli Studi di Firenze.
I quindicimila euro saranno destinati a sviluppare imballaggi per frutta e verdura con un rivestimento attivo a base di un nuovo polimero che permette un rallentamento della maturazione ed il prolungamento del periodo di conservazione degli alimenti in modo più efficace rispetto ai prodotti usati finora. Il premio da 10 mila euro, invece, è andato a un progetto per nano-membrane multifunzionali che conferiscono ai tessuti elevata idrorepellenza e le capacità di abbattere gli odori e di degradare le sostanze inquinanti.
"Sia il progetto sugli imballaggi attivi – spiega Alberto Cigada, Responsabile del trasferimento tecnologico INSTM e professore ordinario di Scienza e tecnologia dei materiali al Politecnico di Milano – sia quello sulle membrane multifunzionali rappresentano un eccellente esempio di come la ricerca innovativa svolta in ambito universitario possa diventare opportunità di business". In particolare, secondo la commissione che ha valutato i business plan, il progetto sugli imballaggi attivi "unisce il rigore della ricerca scientifica, una idea progettuale attuale ed innovativa ed un business-plan credibile in grado di coinvolgere da subito investitori industriali" mentre quello sulle nano-membrane "offre al settore del tessile, ed in particolare ai territori che su questo settore basano la loro economia come la Regione Toscana, nuove possibilità di innovazione tecnologica grazie alla ottima qualità della ricerca sviluppata dal team del progetto".
L'imballaggio eco-attivo che mantiene freschi più a lungo gli ortaggi nasce da un'idea di Alexandra Albunia e Rosangela Feola ed è destinato a entrare presto in tutte le nostre case, migliorando la qualità della nostra vita. L'imballaggio è costituito da un film poroso di rivestimento a base di polistirene sindiotatticoattivo, una molecola dotata di microcavità che catturano l'etilene, l'ormone responsabile del processo di maturazione dei vegetali. "Il nostro assorbente polimerico – spiega Albunia, ricercatrice dell'Università di Salerno – oltre al controllo del livello di etilene, consente di svolgere delle ulteriori funzioni, non riscontrabili negli imballaggi attivi attualmente disponibili sul mercato, quali la minimizzazione della disidratazione e la riduzione di conservanti, che permette di lasciar maturare i frutti sulla pianta, contribuendo ad ottenere un prodotto più genuino, più fresco e più saporito". E nel 2010 dovrebbe vedere la luce Nano Active Film srl, la società che si occuperà della realizzazione e commercializzazione di questi imballaggi innovativi.
Le nano-membrane sono un "sandwich" in cui sottilissime fibre, dal diametro di qualche milionesimo di millimetro (il capello presenta spessore dell'ordine di un decimo di millimetro), si alternano a minuscole particelle adese stabilmente sulle loro superfici. "Il carattere innovativo del prodotto – sottolinea Martina Roso, ricercatrice e leader del team - è quello di essere multifunzionale: nanofibre e nanoparticelle svolgono un'azione sinergica determinando membrane idrorepellenti e traspiranti con azione batteriostatica e in grado di degradare composti maleodoranti, applicabili al settore dei tessuti tecnici per abbigliamento ed arredamento nonché al settore della filtrazione per il trattamento di gas industriali". E il trasferimento tecnologico è vicino. Infatti "la tecnologia utilizzata – conclude Roso - seppur nota a livello scientifico, non ha ancora trovato un riscontro industriale nel settore tessile. Lo sviluppo di un impianto semi-industriale (il brevetto è in corso di registrazione) ci consentirà di avviare una produzione vera e propria".